Un disco alla volta
Durante la scorsa estate, nel cuore dell’Appennino laziale, Fiamignano ha dato vita a un’iniziativa innovativa: Un disco alla volta. Storie di 33 giri memorabili. L’iniziativa ha favorito esperienze sociali tramite musica, racconto e degustazione. Organizzata dalla Pro Loco con Carlo Valente (cantautore) e Laura Rizzo (attrice e autrice), la rassegna ha unito esibizioni dal vivo e racconto. Si è incentrata su quattro album simbolici della canzone d’autore italiana, ciascuno abbinato a un prodotto agricolo d’eccellenza.
L’abbinamento gastronomico: musica, gusto e agricoltura. Il connubio è stato il fulcro del progetto. È stato realizzato grazie alla Pizza rentorta (Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 2024 [1]), reinterpretata dalla Rentorteria, start‑up gestita da giovani locali. In ciascuna serata sono state create quattro farciture con Presidi Slow Food delle regioni d’origine dei cantautori.
Questa scelta ha instaurato un legame simbolico tra musica, ambiente e gusto: Mortadella classica emiliana con Lucio Dalla, Cacioricotta del Cilento con Pino Daniele, Lenticchie di Rascino con Francesco De Gregori, Cipolla belendina di Andora con Fabrizio De André.
La fusione di musica e degustazione ha generato un’“esperienza sensoriale” capace di rafforzare memoria e identità locale. Gli eventi hanno valorizzato produzioni agricole marginali, ma di pregio, e favorito un modello di promozione dell’area tramite l’agroalimentare, basato su narrazioni sincere e filiere corte.
Tuttavia, se da un lato l’uso esclusivo dei Presidi Slow Food ha garantito qualità e sostenibilità, è utile prevedere in futuro lo spazio anche per prodotti rurali meno noti ma validi. Ciò incrementerebbe la partecipazione degli agricoltori e renderebbe la proposta gastronomica più profondamente radicata.
Fiamignano, come molti centri montani, convive con spopolamento e carenza di servizi. In tali condizioni, Un disco alla volta ha superato il ruolo di semplice evento: è diventato una forma di rigenerazione dal basso grazie al coinvolgimento diretto della comunità.
Sostenuta da una solida rete – associazioni locali, volontari, famiglie e giovani imprenditori – la manifestazione ha preso forma in ogni fase, dalla logistica alla comunicazione. In assenza di sostegno istituzionale, la comunità ha colmato le lacune, trasformando il format in una risposta concreta a esigenze vissute.
Nonostante l’impegno diffuso, dare continuità al percorso richiede visione pluriennale, risorse certe e un coordinamento più strutturato fra soggetti locali.