Restauro Chiesa Madonna del Poggio
La chiesa di Santa Maria del Poggio rappresenta un importante luogo di culto e di identità per la comunità di Fiamignano. Nel corso degli anni, l’edificio ha subito numerosi interventi che ne hanno alterato l’aspetto originario, nascondendo sotto strati successivi di muratura e decorazioni tracce di grande pregio storico e artistico.
Il progetto di restauro nasce con l’obiettivo di recuperare e valorizzare queste superfici originali, restituendo leggibilità e dignità a un patrimonio rimasto per secoli celato.

Stato di conservazione e intervento
Al momento delle prime ispezioni, l’interno della chiesa versava in uno stato di degrado avanzato.
Sotto numerosi rifacimenti non coerenti con l’impianto originario, erano visibili tracce di superfici decorate e modellate, fortemente compromesse da:
- murature sovrapposte più recenti
- materiali incompatibili con le strutture originarie
- schiacciamenti, fratture e inglobamenti delle parti in rilievo
In particolare, la nicchia sopra la mensa dell’altare sinistro risultava completamente tamponata da un muro addossato alle modanature architettoniche originali.
Indagini preliminari e studio stratigrafico
Le prime indagini conoscitive, condotte nella parte alta del muro di tamponamento, hanno evidenziato la presenza di strati cromatici originali a circa 30 cm di profondità.
Il successivo studio stratigrafico ha confermato l’esistenza di superfici decorate e di un complesso apparato plastico in rilievo.
Questi dati, uniti a fonti storiche attendibili, hanno portato alla decisione di procedere con la rimozione completa del muro.
Riferimenti storici
La scelta dell’intervento è stata supportata da documentazione storica che attestava la presenza di una rappresentazione plastica all’interno dell’altare, descritta come:
“Un altare a cornu Evangelii, dedicato a San Francesco di Assisi, di cui vi è una statua che lo rappresenta nell’atto che riceve la Regola presso Fonte Colombo”
(Luciano Sarego, “In Partibus Aequicolorum. Fiamignano: chiese e castelli”)
Fasi dell’intervento di restauro
Rimozione del muro di tamponamento
La demolizione è stata eseguita con un procedimento stratigrafico accurato, utilizzando attrezzature poco invasive.
L’operazione, particolarmente complessa, si è protratta per diversi mesi a causa della fragilità delle superfici originali.
Consolidamento delle parti fragili
Durante la rimozione sono emerse figure fortemente danneggiate dal peso delle murature sovrapposte e della malta di allettamento.
Nelle zone più delicate è stato necessario:
- applicare mezzi di sostegno temporanei
- consolidare le superfici prima di proseguire
- prevenire ulteriori deformazioni e crolli
Recupero e conservazione dei frammenti
Numerosi frammenti rinvenuti all’interno del muro, utilizzati come materiale di riempimento, risultavano distaccati dal loro contesto originario.
Tutti i reperti sono stati:
- accuratamente puliti
- consolidati
- catalogati e conservati
Alcuni di essi sono oggi esposti in una vetrina dedicata accanto all’altare.
Integrazioni plastiche e reintegrazione cromatica
Conclusa la rimozione del muro, il restauro è proseguito con:
- integrazioni plastiche delle parti mancanti
- ricostituzione della coesione strutturale
- reintegrazione cromatica a carattere puramente conservativo, realizzata con tecnica riconoscibile per evitare interpretazioni arbitrarie
L’opera recuperata
L’opera emersa raffigura “L’ispirazione della Regola di San Francesco”.
Nonostante le gravi lacune, presenta un notevole interesse iconografico e si presume sia stata realizzata nel XVI secolo, probabilmente in concomitanza con il convento dei Cappuccini.
Collaborazioni e riconoscimenti
Il restauro è stato realizzato con la collaborazione della Pro Loco di Fiamignano e grazie al contributo economico dell’intera comunità locale.
L’intervento è stato seguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con la supervisione del dott. Giuseppe Cassio, ed è stato oggetto di studio e pubblicazione in occasione del Convegno sul patrimonio dei Frati Minori tra Lazio e Abruzzo (Greccio, 6–7 maggio 2022).
Di seguito l’articolo completo pubblicato sulla rivista “di Questa e d’Altre Terre“, quadrimestrale indipendente di cultura nel Cicolano Anno 2 – N. 3